Neofascisti nelle istituzioni

Neofascisti nelle istituzioni

I segnali c’erano tutti, e da qualche tempo.
Il quartiere Stadera che vanta la maggiore concentrazione di lapidi di caduti della Resistenza, vede al suo interno la presenza di una sede di Forza Nuova, che occupa, sotto mentite spoglie, dei locali ALER in Via Palmieri 1; a nulla è valso l’impegno dell’ANPI di zona per ottenerne dall’Ente proprietario
l’allontanamento.
L’associazione che funge da paravento ai neofascisti non è certo frequentata da innocui cittadini che svolgono attività sociale, come gli stessi vorrebbero far credere; infatti, è bene ricordare che davanti a quella sede, il 25 aprile dell’anno scorso, i militanti hanno esposto un grande striscione con la scritta “Partigiani assassini e stupratori”.

Tuttavia, negli anni passati, l’attività della compagine, anche per l’impegno delle forze antifasciste della zona, ha avuto un ruolo abbastanza marginale e “discreto”.
Ultimamente, invece, la presenza sul territorio di presidi anti immigrati, le scritte inneggianti al fascismo e la distribuzione di materiale di propaganda, si sono alquanto intensificate e la presenza dei militanti di FN non è mancata neppure nelle aule istituzionali. A coronamento di questa difficile situazione, che ci ha visto spesso, come gruppo, in prima linea nella difesa dei valori della Costituzione e dell’antifascismo, e a dispetto del recente Ordine del Giorno, a firma del Consigliere David Gentili, approvato dal Consiglio Comunale di Milano, è notizia di ieri che la ex capogruppo della Lega in Municipio 5, Roberta Perrone, passata formalmente al Gruppo Misto, ha aderito a Forza Nuova; di fatto, quindi, per la prima volta a Milano, una rappresentante della formazione neofascista entra ufficialmente in un’aula istituzionale.

L’investitura avverrà sabato 17 marzo in occasione di una conferenza stampa indetta presso il CAM di Viale Tibaldi 41 (sede del Municipio), con la partecipazione del leader nazionale Roberto Fiore. La presenza di una militante forzanovista all’interno dell’istituzione, oltre che essere motivo di grande
preoccupazione, deve diventare lo stimolo a non rinunciare all’impegno di promuovere sempre i valori della Costituzione nata dalla Resistenza.

Oggi, come non mai, è necessaria da parte di tutti coloro che si ispirano ai valori dell’antifascismo una ferma condanna per qualsiasi forma di esaltazione di un regime che ha soppresso ogni forma di libertà, ha promulgato le leggi razziali, ha soffocato la dignità umana con la negazione dei più elementari diritti civili,
con la convinzione che i sempre più frequenti rigurgiti di matrice neofascista e neonazista debbano essere perseguiti secondo le leggi dello Stato italiano.

Michela Fiore

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