No Sprar, si Cas

No Sprar, si Cas

Una delle colonne portanti del decreto Salvini è il superamento del modello degli Sprar a favore dei Cas.
Non c’è solo la scelta di rinunciare a piccoli centri che fanno accoglienza diffusa e, sì, funzionano facendo integrazione reale.
C’è soprattutto il passaggio dalla gestione pubblica dell’accoglienza alla gestione dei privati.
Grandi multinazionali “dell’accoglienza” che, per natura e per definizione, hanno un obiettivo, fare profitto.
A spese di chi?
Sulla pelle dei migranti, è la prima risposta, che potranno contare su meno servizi (sanitari, amministrativi, di insegnamento della lingua tra gli altri).
Ma siamo sicuri che finisca qui? Che lo stato spende meno per i migranti, ci sono più soldi per gli italiani e chi se ne frega se i migranti stanno peggio e le multinazionali fanno soldi…
E allora perché paesi come l’Austria stanno tornando indietro e togliendo la gestione dei centri ai privati?
E se fosse che a perderci sono i lavoratori dei centri? Pagati meno e con condizioni di lavoro peggiori
E se fosse che a perderci sono gli enti locali che si trovano a gestire le emergenze che non trovano spazio nei Cas?
E se fosse che, alla fine, la scelta di non integrare crea insicurezza reale?
E se fosse che a perderci sono “prima gli italiani?”

Ne parliamo martedì 12 marzo alle 19 all’arci Corvetto con Rosy Battaglia, giornalista di Valori.it

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