NON CHIAMIAMOLI EROI, CHIAMIAMOLI LAVORATORI

NON CHIAMIAMOLI EROI, CHIAMIAMOLI LAVORATORI

“Se non avessi fatto il mio dovere, pur con la paura di essere contagiata e di contagiare i miei, mi sarei sentita un disertore”.
Grazie a queste parole Il Presidente Mattarella ha nominato Cavaliere al Lavoro una nostra delegata che fa le pulizie in una struttura sanitaria del milanese.
Parole che valgono più di tutta la retorica dei nostri comunicati e che devono essere da esempio per tanti di noi.
Ci vogliono gesti di questo tipo per far capire che gli eroi sono tutti coloro che durante i momenti difficili della pandemia hanno continuato a lavorare incessantemente.
Medici e infermieri. Certo.
Ma anche tanti altri e non solo negli ospedali.
Grazie a questo riconoscimento possiamo capire che il virus ha fatto emergere bene il tema del Lavoro.
Quello ancora fisico e manuale.
Con le sue problematiche ma il suo orgoglio e la comprensione della sua esistenza e della necessità.
Proprio nell’era dello smart working e del lavoro digitalizzato.
Quello di chi ha ancora contratti di lavoro non rinnovati, paghe basse, pochi diritti.
Inviterei tutti, alla fine del mese, a pensare
alla busta paga di chi ha pronunciato quella frase e alla busta paga di tutti coloro che fanno questi lavori.
Il Quirinale ha motivato così: “Fa parte di quella schiera di lavoratori che ha permesso alle strutture sanitarie di andare avanti e che si è distinta nel servizio alla comunità”.
Magari da oggi, quando parleremo di appalti e di lavoro povero della Milano a due velocità, si capirà meglio di cosa si parla.
Magari…
Filcams Cgil Milano
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CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro
Collettiva

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