Non chiudiamo il poliambulatorio Ripamonti.

Non chiudiamo il poliambulatorio Ripamonti.

Come gruppo Sinistra X Milano aderiamo alla mobilitazione promossa dai cittadini per venerdì 1 dicembre a causa della chiusura del Poliambulatorio di via Ripamonti e invitiamo a partecipare numerosi!

È bene ricostruire questa vicenda, a partire dal fatto che due mesi fa i cittadini del Municipio 5 hanno appreso dai giornali, con non poco sgomento e preoccupazione, la notizia della chiusura del Poliambulatorio pubblico in via Ripamonti:  19 medici specialisti che da dicembre saranno trasferiti su quattro centri, tra cui uno vicino Piazza Napoli (via Stromboli) e l’altro nel Gallaratese (via Quarenghi).

Sulla vicenda siamo subito intervenuti con i gruppi consiliari Insieme x Milano in Comune e in Municipio 5, prima con un’interrogazione che ho personalmente presentato in Comune, poi con la petizione promossa dai consiglieri di Municipio “No chiusura Poliambulatorio” che in poche giorni sul territorio ha raccolto 800 firme di residenti, consegnate al presidente di Municipio.

Anche in Regione Lombardia, la consigliera Cremonesi ha presentato un’interrogazione per sapere se e come sarà ripristinato il servizio sul territorio, perché non è accettabile che la chiusura del poliambulatorio costringa i cittadini, soprattutto malati cronici e anziani, a rivolgersi a strutture lontane o agli ospedali. Già pesano i disagi determinati dal malfunzionamento del centro unico di prenotazione che rende complicato prenotare visite specialistiche, con tempi di attesa sempre più lunghi. I poliambulatori sono una risorsa preziosa e non possono essere abbandonati a questo lento declino, con nuovi centri privati che spuntano come funghi.

I poliambulatori, da sempre una delle eccellenze milanesi, vivono un momento di forte difficoltà, con il numero di prestazioni erogate drasticamente in calo a oltre un anno da quella riforma sanitaria regionale che paradossalmente avrebbe dovuto valorizzare proprio la salute territoriale. E invece il piano di investimenti della Regione per l’edilizia sanitaria destina ai poliambulatori di Milano soltanto l’1% delle risorse.

Sulla vicenda, e più in generale all’origine dei trasferimenti di prestazioni territoriali (un gioco del domino) pesa la vicenda della “svendita” attuata dalla Regione della storica sede dell’ATS di corso Italia 19 (25 milioni di euro a Cassa depositi e Prestiti che rivende a 38 ml di euro): trattandosi di denaro pubblico, ci chiediamo se l’operazione sia stata condotta effettivamente nell’interesse pubblico.

Altro che autonomia della Lombardia da rivendicare, se è questo il risultato! Un ambito quello della Sanità dove le Regioni hanno già ampi margini per applicarla (e che per la Lombardia assorbe l’80% del bilancio). Forse è arrivato il momento di applicare “bene” questa autonomia e non di “avere mani libere” a vantaggio dei privati, come dimostrano i troppi scandali cui abbiamo assistito in questi anni in questo settore.

 

Natascia Tosoni

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