Non dimentichiamo

Non dimentichiamo

20 luglio, di nuovo. Lo stesso caldo, lo stesso giorno della settimana, venerdì.
A fare impressione, non è soltanto tutto il tempo trascorso nella vita di ognuno di noi, in quella del nostro paese e del mondo intero, da quando è stata spezzata quella di Carlo Giuliani, nel mezzo delle proteste in occasione del G8 di Genova 2001, senza che Carlo, la sua famiglia, i suoi compagni e le tante altre vittime della “macelleria cilena” di quei giorni ottenessero giustizia, per poter trovare – e dare – pace.
A fare impressione, oggi, è in particolare avere di nuovo al Viminale un Ministro della Repubblica che, fra le tante affermazioni farneticanti, annuncia una svolta che dovrà dare di nuovo “mani libere” agli agenti di Polizia, nelle piazze come nelle questure o nelle carceri: quasi auspicando un ritorno al sistema adottato nel luglio 2001 nella caserma di Bolzaneto, in piazza Alimonda o durante l’irruzione alla Scuola Diaz. Come se la “custodia” di cui lo Stato si fa carico nei confronti di cittadini fermati, arrestati o processati per il sospetto o la certezza che abbiano compiuto reati non fosse una parola sacra: la stessa che usiamo per indicare quando si affida a qualcuno qualcosa di particolarmente prezioso, da preservare con cura.
Stefano Simonetta

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