NON RIAPRIAMO I CIE

NON RIAPRIAMO I CIE

I CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione) sono stati l’emblema del fallimento delle leggi che hanno riguardato il fenomeno dell’immigrazione in Italia a partire dalla Turco-Napolitano.

Sono stati luoghi di segregazione dove migliaia di donne e uomini, trasformati in numeri, sono stati trattenuti illegalmente per periodi ti tempo vergognosamente lunghi, senza che ci fossero le condizioni legali per privarli della loro libertà.

Riproporne l’apertura oggi significa non aver compreso nulla di quanto sia successo in questi anni e, per l’ennesima volta, inseguire visioni securitarie e pulsioni razziste che provocano solo enormi danni.

Sarebbe sufficiente mettere in fila le sguiate reazioni degli esponenti del centrodestra e della lega all’annuncio del Ministro Minniti per capire da che parte sta la ragione.

Noi faremo di tutto per impedire che si compia una scelta profondamente sbagliata, pericolosa e assolutamente inutile.

La nostra visione del mondo e delle politiche che devono regolare il transito di donne, uomini e bambini è una visione che chiede normative, leggi, accordi internazionali che consentano ai migranti di vivere una vita normale e di non essere perennemente in balia di trafficanti e passatori.

La nostra visione del mondo non prevede muri e filo spinato.

Tantissimo occorre ancora fare a livello di accordi internazionali e di assunzione di responsabilità da parte dell’Europa.

Ma, in Italia, la chiusura dei CIE è stata un passo avanti.

E indietro non si torna…

Paolo Limonta

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