ogni albero in più è un pezzo di futuro

ogni albero in più è un pezzo di futuro

Abbiamo bisogno di alberi. La necessità di salvaguardare più alberi e più verde possibile, anzi di crearne di nuovo, trovano una spiegazione tecnico e scientifica. In questo importante articolo di Matteo Pucciarelli, basato sul rapporto foreste del ERSAF, il vero imputato è la Regione Lombardia, ma è evidente che dobbiamo intraprendere una grande battaglia culturale e politica per far comprendere che ogni albero in più è un pezzo di futuro.
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Un singolo cittadino svizzero, in medìa, può contare su 5 mila metri quadrati di superficie forestale. Un cittadino italiano ne ha 1.500. Un cittadino lombardo deve accontentarsi di 624 metri quadri. Un cittadino della città metropolitana milanese ne ha 27, ovvero 185 volte meno del vicino svizzero. L’ultimo, dossier sul patrimonio forestale della Lombardia presentato da Ersaf (Ente regionale per i servizi all’agricoltura e le foreste) certifica il record stavolta assai poco invidiabile della regione: prima in Italia per superfici urbanizzate e consumo di suolo. I 619 mila ettari di superficie boscata lombardi censiti nel 2018 sono quasi tutti in montagna: la pianura soffoca e per forza, solo il 7 per cento di verde è dislocato in pianura. Colpa di cemento, agricoltura intensiva e allevamenti, strade e autostrade. A fine 2016 gli ettari di bosco erano 629 mila: segno che l’urbanizzazione continua a mangiarsi gli alberi. E se la qualità dell’aria peggiora, uno dei motivi è anche questo. Le compensazioni La normativa nazionale e regionale stabilisce che chi viene autorizzato a “trasformare” un bosco per cambiare la destinazione d’uso del suolo (da bosco a terreno urbanizzato, agricolo o altro), deve realizzare dei cosiddetti interventi compensativi: cioè creare nuovi boschi su superfici almeno doppie rispetto ai boschi distrutti, nelle zone con insufficiente coefficiente di boscosità; il miglioramento di boschi esistenti, opere di sistemazioni idraulico-forestale e altro ancora, nelle zone con elevato coefficiente di bosco sità. Oppure si può decidere di “compensare” pagando una cifra pari alla somma del valore del soprassuolo e del costo del terreno in base ai valori agricoli medi. Non si parla di grandi somme: le compensazioni sono valse 3,1 milioni di euro in tutto nell’ultimo anno preso in esame, il 2018. Quasi il 20 per cento incassato sempre dalla Città metropolitana milanese. Tradotto: laddove c’è meno verde, c’è più richiesta di trasformarlo in altro. Le iniziative per incrementare la superficie boschiva non sono andate benissimo: solo 22 ettari in più. I nuovi boschi collaudati sono in costante diminuzione dal 2011 e nell’ultima rilevazione dello studio «raggiungono il valore più basso registrato dal monitoraggio senten- zia il rapporto ben al di sotto della media degli ultimi 11 anni di 233 ettari l’anno. Questo deriva dal fatto che sono conclusi i programmi che avevano maggiormente finanziato questo tipo di interventi in passato». Risultato finale: «Il bilancio tra i nuovi boschi realizzati artificialmente e quelli perduti per trasformazione risulta quest’anno complessivamente negativo e pari a meno 36,54 ettari», annota l’Ersaf. Altro verde inghiottito. Il valore degli alberi Lo studio racconta di come tra il centro di Milano e le aree attorno alla zona del Parco Nord le temperature cambino: accanto al verde viene registrato un mezzo grado in meno. Questo perché le foreste «aiutano a temperare i picchi di calore e a ridurre l’isola di calore, aiutano a fissare il carbonio e a filtrare l’aria, permettendo così di limitare i danni delle emissioni di gas clima-alteranti ed i fenomeni di inquinamento diffuso». E infine, «come ormai confermato da molte indagini a livello europeo e internazionale sottolinea il dossier frequen- tare e abitare in prossimità di grandi aree verdi ha un’incidenza positiva sullo stato di salute della popolazione sia in termini di percezione del benessere, cioè del come uno si sente o ritiene di sentirsi, sia in termini di qualità della vita, quindi di salubrità della propria esistenza». Spiega Enrico Calvo di Ersaf, che «occorre cambiare paradigma in senso culturale e oggi la politica amministrativa non sembra pronta a fare questo salto. Occorrerebdi città più verdi possono essere aripubblica con centri urbani dove gli be una programmazione decennache economici: basti pensare al rialberi non sono ospiti ma cittadini le, tenendo presente che i vantaggi sparmio che avremmo per la salute come tutti gli altri». I costruttori pagano le multe invece di ripiantumare: perse decine di ettari di verde ogni anno Pianura e montagna Sopra il “Bosco in città” a Milano, sotto i boschi sulle montagne della Lombardia

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