Per una città senz’auto

Per una città senz’auto

Milano oggi è amministrata bene. Pur vivendo le contraddizioni di una grande città, funziona e sa guardare lontano, con una prospettiva di città cosmopolita e in trasformazione: lo sguardo all’Europa, le grandi trasformazioni urbane, dagli scali ferroviari alla riapertura dei navigli, e la prospettiva di una città più lenta che sappia godere di se stessa senza perdere il proprio dinamismo sono l’orizzonte a cui sembra guardare il sindaco Sala.
Eppure qualche contraddizione c’è, e non è solo la distanza tra centro e periferie, su cui tanto si sta lavorando e su cui, come SinistraxMilano, siamo impegnati su più fronti.
La contraddizione più forte, forse il vero punto debole di questa amministrazione, è nella gestione del trasporto pubblico e nella mancanza di misure immediate e concrete per il contrasto all’inquinamento atmosferico.
Sappiamo bene che le domeniche a piedi non hanno impatti reali sulla qualità dell’aria e sulla riduzione delle polveri sottili, ma sono uno strumento politico importante perché contribuiscono a raccontare una città che può essere vissuta in modo diverso.
E la politica deve anche raccontare una visione e saperla tradurre nel quotidiano, intervenendo, comunicando, incentivando, sensibilizzando.
E allora, di fronte a questo deficit, che è prevalentemente di comunicazione ma non solo, e di fronte a un tema centrale per la qualità della vita e la salute dei cittadini – quello che abbraccia TPL, traffico e qualità dell’aria – vogliamo lanciare una sfida di ampio respiro che punti a una città davvero senz’auto.
A Milano ci sono oltre 5 auto ogni 10 abitanti, un numero tristemente in testa alle classifiche europee, a cui si aggiungono i quasi 800.000 pendolari che, quotidianamente, entrano a Milano in auto.
Numeri difficili da gestire e da ridurre con misure, anche ambiziose, come l’estensione di Area C o la chiusura al traffico del solo centro storico che, anche secondo studi AMAT, non avrebbero impatti significativi sulla riduzione del numero delle auto in città.
Per questo pensiamo che serva davvero alzare l’asticella e guardare all’introduzione della tariffazione per l’ingresso in città.
Si tratta, evidentemente, di una proposta ambiziosa che può e deve però poggiare su pilastri concreti:
– L’infrastruttura già esistente (o che, comunque, lo sarà a breve) dei varchi e delle telecamere della LEZ;
– La sostenibilità economica garantita dalle entrate che dovrebbero essere reinvestite sulla qualità e l’efficienza del trasporto pubblico;
– Il coinvolgimento, forte, dei comuni della città metropolitana e della Regione, con l’obiettivo di sviluppare un piano di trasporto pubblico che sia davvero integrato.
Stiamo guardando lontano, sì.
Ma questo non significa che, nel frattempo non si possa fare nulla.
E, guardando al domani, anzi all’oggi, vogliamo mettere in campo una serie di azioni e di proposte che, lavorando sulla mentalità dei milanesi e sulla fruizione della città senz’auto, possano modificare la qualità della vita dei cittadini, fin da subito.
Una prima proposta concreta parte dal rilancio di quel progetto comunale di scuole car free lanciato nel 2012 e mai esteso oltre la sperimentazione.
Scuole car free significa niente auto davanti alle scuole negli orari di ingresso e di uscita dei bambini; e soprattutto significa:
– Proteggere i bambini dal passaggio delle auto e dalle emissioni inquinanti;
– Ricreare, al di fuori delle scuole, una rete di socialità e di relazioni tra le famiglie dei bambini che frequentano la scuola;
– Sensibilizzare i genitori sul muoversi in città senz’auto, contribuendo a creare una cultura di mobilità alternativa e di fruizione diversa della città.
Contemporaneamente – e sempre con l’obiettivo di promuovere una fruizione diversa della città e dei quartieri – intendiamo proporre, in ogni municipio, l’istituzione di aree completamente pedonali.
Una proposta che si affianca alla delibera di Municipio 1 che chiede la chiusura, in via sperimentale, del centro storico alle auto e che punta a estendere la possibilità di fruire della città in modo diverso anche (ben) al di fuori della cerchia dei Navigli.
Perché l’istituzione di zone pedonali nei Municipi abbia successo e impatti davvero sulla vita del quartiere è importante che l’area sia identificata con il contributo, la partecipazione e il sostegno dei residenti che vivranno le nuove aree pedonali come piazza del quartiere.
Strumento per il coinvolgimento dei cittadini e per la visibilità della proposta, che vogliamo sia davvero discussa nei quartieri, potrà essere il referendum municipale, previsto dall’art. 67 del regolamento dei municipi, da sostenere con e affiancare a mozioni e delibere dei nostri consiglieri.
Scuole car free e nuovi spazi pedonali: sono cose da fare subito, senza attendere le scadenze elettorali, e con le quali vogliamo valorizzare il rapporto con il territorio e la collaborazione tra consiglieri comunali e consiglieri di municipio.
La città che vogliamo non è però solo una città senz’auto; è anche una città più accessibile e attenta alle esigenze di chi – per disabilità temporanee o permanenti, perché anziano o perché sta spingendo un passeggino – ha maggiori difficoltà a muoversi.
Gli ostacoli, troppo spesso non visibili ai più sono tanti e troppi: marciapiedi troppo alti e senza scivoli, mezzi pubblici non accessibili, semafori che non prevedono la chiamata per i non vedenti, passi carrabili o scivoli ostruiti dalle auto in sosta, ecc.
Identificarli, segnalarvi e prevenirli è il primo passo verso una città più accessibile; e può passare, ad esempio, dall’istituzione di Comitati di Municipio che svolgano funzioni di monitoraggio dello stato di accessibilità nei quartieri, siano portatori di segnalazioni, controllo civico e critico delle realizzazioni degli interventi, partecipino ai collaudi per testare l’esperienza d’uso e rendicontino a cittadini e amministratori le attività eseguite.
In questo modo si stimano le priorità, il periodo di esecuzione e rilascio del problema esistente, con alla fine la valutazione dei lavori eseguiti.
Contestualmente, è fondamentale che le segnalazioni e le azioni intraprese in ciascun municipio non restino iniziative a se stanti ma contribuiscano effettivamente alla creazione di una cultura dell’accessibilità a livello cittadino e sul territorio: riteniamo che una figura importante per il raggiungimento di questo obiettivo sia l’istituzione di delegati del municipio all’accessibilità, referenti dei cittadini e del territorio e stretti collaboratori della Delegata del Sindaco all’accessibilità.
Un ventaglio di proposte che attraversano l’arco temporale che ci separa dalle prossime elezioni amministrative e che, tenendo insieme cittadini e amministrazione, livello municipale e livello comunale, guardando oltre, alla città metropolitana e alla regione, puntano a costruire una cultura nuova della mobilità e un modo diverso di vivere e fruire la città.
Un percorso impegnativo su cui, costruendo relazioni, proposte, reti e momenti di ascolto, vogliamo impegnare i prossimi mesi di SinistraXMilano.

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