Periferie e Lavoro

Periferie e Lavoro

Cosa serve perché l’ossessione delle periferie abbia fine e si possa dire di avere avvicinato quei quartieri al centro?

Il piano periferie ha individuato delle priorità di intervento; serve che le abitazioni siano decenti, che gli immobili siano decorosi, che non ci siano case sfitte e persone senza case.
Serve anche però che il quartiere sia vivibile, che la gente ci stia bene, che sia un luogo dove ci sono posti belli, dove la gente si diverte, dove socializza, dove ci sia cultura.
Servono coesione, integrazione perché no anche sicurezza, reale o percepita che sia.

Tutto questo è vero, ma spesso le zone periferiche hanno problemi più drammatici, la gente fatica ad arrivare a fine mese, c’è un gravissimo problema di disoccupazione non solo giovanile.
Può fare qualcosa il Comune? Ovvio che sì, seppur nei limiti del ruolo che ha, che ovviamente non dà possibilità di interventi in ambiti nazionali.

Il progetto dell’hub dell’Innovazione inclusiva, utilizzando 5 milioni di fondi europei, “lanciato” in questi giorni dall’assessore Tajani va proprio in questa direzione.
Un bando per creare lavoro e inclusione per fare germogliare progetti e micro imprese, partendo dal Giambellino.

Perché l’intervento sulle periferie deve essere necessariamente multiambito e deve interessare tutta l’amministrazione, se ognuno ci mette un supplemento di impegno in questi ambiti, metà del lavoro sarà fatto.

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