Pietà e Resistenza

Pietà e Resistenza

Non è stata guerra civile, come qualcuno si ostina a sostenere, non è “un derby”, secondo l’infelice espressione di un ministro della Repubblica. In questi ultimi giorni, la scia di continui oltraggi alla memoria dei partigiani e delle tante vittime morte per ridare libertà, giustizia e dignità al nostro paese smentisce ancora una volta ogni patetico tentativo di riscrivere la storia italiana: come tre quarti di secolo fa furono soltanto i nazifascisti a trucidare e bruciare (da vivi o da morti) civili inermi – donne, bambini, neonati, vecchi – allo stesso modo ora, in questa breve ma orribile stagione di riflusso, sono solo i camerati a uscire dai loro covi di notte, di nascosto, nel vano tentativo di imbrattare, cancellare e incenerire la memoria di chi si è sacrificato per permettere a tutti, persino ai neofascisti, di vivere alla luce del sole.

Chiedono pietà per i loro morti ma si comportano in maniera disumana, oggi come allora. E di loro, dei loro nomi, non si ricorderà nessuno

Stefano Simonetta

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