PORTA VITTORIA SIAMO AD UN EPILOGO REALIZZATIVO?

PORTA VITTORIA SIAMO AD UN EPILOGO REALIZZATIVO?

Le ultime notizie sul cantiere di Porta Vittoria, perennemente incompiuto da quasi vent’anni sembrano volgere al meglio con la conclusione della bonifica delle aree che avranno una destinazione a verde.
Da molti anni la sinistra del sud-est milanese si è occupata di quella trasformazione, la prima delle aree ferroviarie dismesse che ha coinvolto la stazione con il suo scalo, realizzati nel 1911 al servizio del Mercato Ortofrutticolo Comunale, allora localizzato nell’area dell’odierno Parco Formentano in largo Marinai d’Italia e vie limitrofe (ultime testimonianze ne sono le palazzine liberty di viale Molise, gli edifici della Polizia Locale di via Anfossi e la palazzina Liberty, nel cuore del Parco, che fu occupata e poi concessa in uso al Collettivo teatrale ‘La Comune’ di Franca Rame e Dario Fo, ed oggi importante riferimento della produzione musicale classica in Città, intitolato proprio ai due grandi Artisti).
Con la dichiarazione della sua dismissione, l’area ferroviaria di Porta Vittoria si collocò al centro della discussione milanese per il suo carattere strategico, in relazione alla fermata del Passante Ferroviario che si stava progettando.
Per le sue caratteristiche, l’area venne individuata come possibile sede del secondo polo dell’Università Statale di Milano, poi invece realizzato sulle aree ex Pirelli in Bicocca e a metà degli anni ’90, venne deciso di impegnare una parte di quelle aree per la realizzazione della Biblioteca Europea Informazione e Cultura (BEIC).
Il grande interesse per la realizzazione di una importante dotazione di infrastrutture, attrezzature e servizi pubblici faceva accettare lo scambio con l’utilizzo del sito per interventi edilizi privati, che avrebbero formato un mix funzionale interessante con residenza, ricettività, commercio e terziario: era una delle prime sperimentazioni di un nuovo modello di urbanistica proceduralistica, che si compirà con il documento di inquadramento delle politiche urbanistiche del comune “Ricostruire la grande Milano” del 2000
La Casa della Sinistra di Zona 4 organizzò nel 2009 un convegno sulla BEIC allo Spazio Guicciardini (“BEIC…parliamone”) coinvolgendo il sistema bibliotecario comunale e nazionale, case editrici, scrittori, che vide la partecipazione di un folto pubblico appassionato per capire se la costruzione della BEIC fosse congrua con l’aspettativa della città. Durante il convegno emerse che l’edificio era eccessivo per dimensioni architettoniche e per l’impegno di risorse che avrebbero dovuto essere messe a disposizione per il suo normale funzionamento: si prevedeva la costruzione di un edificio di oltre 50.000 mq, quando le contemporanee biblioteche che si stavano realizzando in Europa non superavano i 20.000 mq, se non per le biblioteche nazionali (ogni paese ne ha una, mentre l’Italia ne ha già due, a Roma e a Firenze).
Gli eccessivi impegni economici per la realizzazione della BEIC fecero naufragare il progetto, poco prima del varo del nuovo PGT della Giunta Moratti e nell’incertezza del futuro BEIC, si riuscì, con il supporto fondamentale della Consigliera comunale Patrizia Quartieri di SEL, a far approvare un emendamento al PGT che prevedeva per l’area ‘BEIC’ l’utilizzo a verde in relazione con il parco Formentano, diventando un vero sistema verde, posponendo ogni discussione sulla biblioteca. Per SEL la necessaria grande biblioteca milanese avrebbe potuto essere realizzata nell’ambito del recupero dell’area ex macello lì adiacente.
Contemporaneamente al naufragio BEIC, prende forma il disastro dell’intervento edilizio privato, la cui realizzazione passa di mano, di pari passo alle diverse proprietà della parte divenuta privata dopo la vendita da parte di FFSS.
L’ambito già edificato ma non urbanizzato rimane per gran parte bloccato sino ai giorni nostri, con l’ultimo e speriamo definitivo passaggio di mano alla società Prelios SGR S.p.A.
Durante un’assemblea promossa da SinistraXMilano zona 4 nel gennaio 2017 presso lo spazio teatrale sotto al Passante di Porta Vittoria ed anche in una assemblea indetta dal Comune alla Palazzina Liberty nel novembre dello stesso anno, l’assessore Maran diede l’annuncio della ripresa imminente dei lavori che poi si sono bloccati nuovamente sino ai giorni nostri, per arrivare a questo, speriamo, epilogo realizzativo.
La messa in funzione del comparto di Porta Vittoria cambia il quadro urbano dell’Est milanese e con questa prospettiva, sempre SinistraXMilano, ha lavorato in Consiglio di Zona 4, proponendo e facendo deliberare nel 2014 la realizzazione – nel verde pubblico previsto dal progetto – del “Giardino 8 Marzo” dedicato alla creatività delle donne, prevedendo installazioni artistiche (in collaborazione con l’Accademia di Brera) e un corner d’essenze gialle sempre fiorite dedicate alla Giornata mondiale delle donne.
Nel dicembre 2018, SxM 4 con il documento “Molise-Calvairate, un’occasione di sviluppo urbano e una proposta per curare le sue ferite” lancia la proposta di riutilizzo delle palazzine in stile Liberty di viale Molise per l’insediamento di servizi pubblici e culturali con particolare attenzione alle nuove generazioni.
La storia dell’area dell’ex scalo di Porta Vittoria, pur nella sua tragicità, derivante dall’incapacità realizzativa del pubblico e dei privati, ci può mostrare come l’interazione attiva tra attore pubblico e attori istituzionali e privati potrebbero dare vita ad esiti migliori delle premesse. Proprio su questo misureremo la nostra politica e l’azione amministrativa del nostro governo locale.

Rossella Traversa, capogruppo SxM – Municipio 4 del Comune di Milano

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