Pride la Regione continua a dire no

Pride la Regione continua a dire no

E anche quest’anno Regione Lombardia nega il proprio patrocinio al Pride milanese che si terrà il 30 giugno.
Dopo i passi avanti del 2014 e 2015, quando la Regione aveva accordato il patrocinio gratuito, la Lombardia ripiomba nel buio del Medioevo dei pregiudizi e delle discriminazioni.
Non stupisce, per altro, la posizione della regione a guida Fontana: dopo le dichiarazioni con cui Fontana si è presentato in campagna elettorale (“la razza bianca è a rischio”) e dopo le altrettanto infelici del neoeletto presidente sulle donne in politica (non vogliono emergere e non hanno voglia di impegnarsi), era difficile aspettarsi una posizione diversa della Regione sul Pride.
Eppure, restava la speranza che nel 2018 anche Regione Lombardia potesse accordare il patrocinio a una manifestazione che, negli anni, è diventata sempre più partecipata, in modo trasversale, e sempre più carica di contenuti e proposte. Così non è, e la distanza la Lombardia che sembra voler fare dell’oscurantismo una bandiera e Milano, capitale dei diritti insieme ai tanti capoluoghi e comuni lombardi che stanno patrocinando il pride, cresce ogni giorno di più. Immigrazione, pari opportunità e questione di genere; questi i primi passi indietro della nuova regione che tanto diceva di avere a cuore la qualità della vita dei suoi cittadini.

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