Problema Casa?

Problema Casa?
Quando si parla di “problema della casa” il pensiero corre subito alle case popolari, alla loro mancanza e inadeguatezza, al pessimo stato di manutenzione che ne rende tante inagibili, alle occupazioni, al racket, alla morosità e alle difficoltà di vivere dignitosamente in luoghi dove spesso la paura la fa da padrona.
Nel 2014 la decisione del comune di Milano di togliere ad Aler per affidarlo a MM il proprio patrimonio residenziale pubblico aveva rappresentato una svolta importante, visibile già a distanza di pochi anni nelle piccole cose, a partire dalla gestione della manutenzione ordinaria.
Certo una questione non risolta, come raccontano i numeri della morosità e la scelta degli ultimi giorni, ancora poco chiara e sulla quale sarà necessario tornare, di tagliare i sussidi agli abitanti delle case popolari, rischiando di aprire una nuova voragine economica, ma soprattutto di togliere dignità a molti che, realmente, non hanno gli strumenti per sostenere un affitto anche modestissimo. Una questione non risolta ma quanto meno affrontata.

E questione che a Milano, prima che altrove in Italia, si prova a affrontare è quella della qualità e della dignità del vivere in contesti di edilizia privata.
Perché ci sono vie e quartieri di case e condomini privati dove le questioni sono le stesse (edifici fatiscenti, appartamenti sovraffollati, sfruttamento abitativo, racket e paura) e le conseguenze, potenziali e reali, pure (condomini ghetto, indebitamento condominiale fuori controllo, pericolo fisico e sociale per gli abitanti ).
Difficile farsene carico, proprio perché la proprietà è privata, e facile girarsi dall’altra parte, lasciando che il privato si autoregoli e sperando che arrivi qualche investitore privato a portare un (bel) po’ di gentrification.
Difficile provare a metterci la testa e provare sperimentare soluzioni e risposte, anche per evitare che i quartieri e i condomini privati dove dominano degrado e indebitamento si moltiplichino giorno dopo giorno.
Difficile sì, ma è quello che il comune di Milano sta provando a fare, partecipando a un bando europeo che propone di investire proprio su queste questioni.

Un bando in cui, con la collaborazione e il protagonismo del territorio, di professionisti e di realtà del privato sociale, si cerca di sperimentare un patto tra pubblico e privato per risanare edifici e qualità delle relazioni.

È un piccolo passo, sperimentale, e riguarda (o meglio riguarderà se la partecipazione al bando avrà esito positivo) un’area limitata ma molto, molto simbolica e rappresentativa dei tanti problemi dell’abitare, quella delle vie intorno a via Padova
È un piccolo passo ma serve per partire, perché ai miracoli non ci crediamo ma alla sperimentazione e alla voglia di mettersi in gioco si

 

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