Propaganda e uso improprio delle armi

Propaganda e uso improprio delle armi

In questi giorni sono accaduti due eventi piuttosto gravi nella nostra città che portano a fare una profonda riflessione su come la propaganda anti immigrati e la propaganda per l’uso libero delle armi possa avere delle conseguenze piuttosto importanti.
Martedì 24 luglio, un candidato, non eletto, nelle liste della Lega estrae una pistola in piena Stazione Centrale di Milano puntandola contro un immigrato. Si giustificherà con le forze dell’ordine dicendo che questa persona aveva molestato moglie e figlia. La Polfer sta indagando per verificare la veridicità della versione dell’esponente leghista.
Il fatto grave è che in un periodo dell’anno durante il quale la Stazione Centrale è presa d’assalto da persone che partono per le vacanze, il rischio di un tragico epilogo era potenzialmente altissimo. Al signore bastava allertare le numerose forze dell’ordine che circolano all’interno e all’esterno della Stazione segnalando l’accaduto.
Purtroppo la continua propaganda negativa verso i migranti e lo sdoganamento dell’idea di poter utilizzare le armi liberamente per legittima difesa potrebbe creare degli episodi che ricordano molto le stragi che avvengono periodicamente negli Stati Uniti. Il fatto che le persone che si sento autorizzate ad estrarre un’arma in mezzo alla folla è gravissimo, non solo dal punto di vista penale ma soprattutto culturale. Questa cultura da “far west” va contrastata in tutti i modi se vogliamo continuare ad essere un paese che si ritiene civile.
Mercoledì 25 luglio, Bruzzano (periferia nord di Milano), un uomo italiano incrocia un uomo dello Sri Lanka che sta parlando al telefono nella sua lingua di origine. L’italiano estrae un coltello e comincia a minacciare il cingalese che, secondo lui, dovrebbe parlare in italiano anzichè in cingalese. Ne nasce una collutazione che finisce con un braccio rotto e 40 giorni di prognosi per il malcapitato signore dello Sri Lanka.
Questo fatto, seppur diverso dal precedente della Stazione Centrale, ha in comune l’idea, sbagliata, di sentirsi legittimati a tirare fuori un’arma ed usarla incrociando una persona di origine straniera.
Nuovamente la continua propaganda anti-migranti ha dato i suoi negativi risultati.
Allora dobbiamo pensare ai numerosi stranieri che vivono nella nostra città da anni, che lavorano, che magari sono anche italiani o forse sono nati addirittura qui. Alle loro famiglie e anche alle famiglie miste (ce ne sono molte ormai) e ai loro figli. Queste persone non possono più sentirsi al sicuro neanche nella nostra città?
È necessario evidenziare questi episodi e condannarli, prenderne le distanze e soprattutto lavorare affinchè questa deviazione culturale che sta prendendo piede possa essere contenuta ed isolata.
Purtroppo bisogna ripartire dalle basi: il rispetto reciproco, il rispetto per la vita altrui, la fiducia nelle forze dell’ordine e nelle istituzione alle quali nessun cittadino può sostituirsi.

Laura Pandolfini di Municipio 2 – Sinistra x Milano

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