In Regione, il cambio di rotta deve essere netto.

In Regione, il cambio di rotta deve essere netto.

Per 18 anni, il modello di sussidiarietà di stampo formigoniano ha radicato nella nostra Regione una serie di distorsioni che si sono manifestate nell’impoverimento della scuola e della sanità pubblica lombarde, depauperate da anni di sostegno a un privato che dal pubblico ha succhiato risorse senza restituire quasi nulla, in perfetto stile ciellino.

Non è certo, quindi, per insistere su una strada che denunciamo da anni che desideriamo un cambio di rotta ai vertici regionali. Vogliamo (ri)conquistare il governo della Lombardia, ma non semplicemente per dire di averla tolta alle destre (e per noi non ci sono graduatorie tra destra leghista di Maroni e quella ciellina di Formigoni); vogliamo (ri)conquistare la Lombardia perché crediamo che il rilancio dell’Italia possa partire solo da una Lombardia nuova, che metta al primo posto gli interessi dei cittadini – tutti e non solo quelli che scelgono il privato – e dei territori – che devono venire prima degli interessi economici di pochi.

Sosteniamo la necessità di politiche per la casa che restituiscano dignità a chi vive negli alloggi popolari e incentivino la manutenzione e il recupero penalizzando le nuove costruzioni, e una sanità che sia eccellenza nel quotidiano e garantisca davvero il diritto alla salute per tutti. Necessitiamo di una politica dei trasporti che, invertendo la rotta di anni di consumo di suolo per strade e autostrade inutili, rafforzi il trasporto pubblico, trasformandolo in risorsa capillare e irrinunciabile per i cittadini lombardi. Chiediamo una reale valorizzazione della ricchezza agricola lombarda, oggi tristemente nota soprattutto per le quote latte e la mucca Onestina, il sostegno ai distretti industriali e produttivi esistenti e la creazione di hub per le nuove economie.

E’ questa la Lombardia che vogliamo, non quella della sussidiarietà tra privati dei 18 anni di Formigoni nè quella del “prima il Nord” degli anni maroniani.

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