REINVENTING CITIES E IL PERICOLO PER LE PALAZZINE LIBERTY DEL MACELLO

REINVENTING CITIES E IL PERICOLO PER LE PALAZZINE LIBERTY DEL MACELLO

Ancora accese le luci sul caso del giardino di via Bassini e all’orizzonte si profila un nuovo caso di brutte trasformazioni milanesi. Il caso riguarda le palazzine Liberty in viale Molise e su cui più volte SinistraxMilano ha avanzato proposte indicando una rilevante funzione pubblica per almeno una grande di queste, sostenuto esperienze come quella di Tempo Riuso alla P7 e chiesto che si stabiliscano interlocuzioni con il Collettivo Macao per migliorare la situazione.
Le palazzine sono comprese nel bando Reinventing Cities per una loro nuova destinazione e su questo avevamo espresso un duplice giudizio: da una parte un plauso perché finalmente si metteva mano alle palazzine e al retrostante ex Macello e dall’altro critiche perché il bando separa i due ambiti, storicamente legati, ed anche perché non viene esplicitata quale funzione pubblica si debba insediare anche in relazione con il quadro problematico del quartiere popolare Molise Calvairate Ponti.
Il bando Reinventing Cities è stato presentato al Municipio 4 e i relatori hanno dichiarato che le palazzine potrebbero essere anche demolite se non interverrà la Soprintendenza con uno specifico vincolo. Il fatto che il bando non preveda la connessione delle palazzine con l’ex Macello e non indichi chiaramente la loro conservazione ci sembra un atto di estrema gravità per il futuro di quel quadrante di città.
Senza un quadro delle condizioni di interesse pubblico appare una resa agli interessi privatistici che potranno riversarsi su quel grande complesso immobiliare e costituire una mancanza di governo che precede progetti che genereranno conflitti. Con questo quadro dovremo solo confidare nelle scelte che la Commissione aggiudicatrice delle aree potrà fare.
Abbiamo più volte commentato Reinventing Cities come una politica positiva per la città, anche se abbiamo ricordato che queste iniziative nascono da pratiche sociali internazionali come le occupazioni di piccole aree interstiziali delle metropoli che, riabilitate, hanno prodotto ottimi risultati di rigenerazione ambientale e sociale; poi in Francia queste pratiche sono state istituzionalizzate individuando piccole aree. Per la dimensione dell’ex Macello e relative palazzine sarebbe stato meglio si seguisse procedure diverse. Gli esiti che riguardano il Municipio 4, a questo punto, possono rivestire un ruolo determinante solo se sarà in grado di esprimere una voce unitaria che pretenda ed indichi dove e come utilizzare la quota riservata all’utilizzo pubblico previsto nel bando, consapevoli che l’occasione di lasciare al territorio una funzione pubblica di qualità è unica.
Gianni Dapri

Ti potrebbero interessare