“Riace non si arresta”

“Riace non si arresta”

Ieri la Gdf ha arrestato il sindaco di Riace Domenico Lucano, ai domiciliari per un’inchiesta della procura di Locri sui finanziamenti del Ministero dell’Intero e della Regione Calabria per i progetti destinati ai richiedenti asilo. Le accuse sono di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti”. Al centro delle contestazioni, due strumenti – le borse lavoro e i bonus – con cui in paese si ovviava ai ritardi nell’erogazione dei fondi di Ministero e Regione (come denunciato dallo stesso sindaco) e si praticava un modello diverso di accoglienza e integrazione.
A Riace i migranti sono ospitati nelle case disabitate del paese, concesse loro in comodato d’uso gratuito, e i soldi stanziati dal ministero vengono girati a cooperative, di cui fanno parte migranti e residenti locali, che danno la possibilità a profughi e richiedenti asilo di imparare un mestiere tramite borse lavoro, che assicurano loro un piccolo stipendio. Nessuna contestazione arriva dalla magistratura su questi due strumenti passati al setaccio. E lo stesso gip smonta le accuse: “gestione magari disordinata ma nessuno ha intascato un centesimo”.
D’altronde ce l’aveve predetto lo stesso Domenico Lucano il 14 agosto scorso ai microfoni di Radio Popolare “Vogliono punire la nostra esperienza” (se volete risentirlo, ecco il link: https://www.radiopopolare.it/…/riace-ce-la-faremo-con-le-n…/).
Sui social è partita una campagna #iostoconmimmolucano con migliaia di utenti che hanno espresso la loro solidarietà all’uomo simbolo dell’accoglienza e di uno dei progetti più studiati e premiati in Europa che ha portato alla rinascita di un borgo e di una comunità che stava morendo.
Una mobilitazione è stata lanciata per sabato 6 Ottobre da Riace patrimonio dell’umanità: “Saremo a Riace in solidarietà con un uomo onesto per difendere un modello che sfida la deriva razzista e fascista del presente”. Salvini gongola e si chiede “cosa diranno adesso i buonisti”. Rispondiamo che non esiste ancora il reato di umanità e che più voci e più risate e più colori sommergeranno il suo odio.

Claudio Jampaglia

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