RIDERS, INDAGA LA PROCURA

RIDERS, INDAGA LA PROCURA

Qualche giorno fa, la procura di Milano ha aperto un’indagine “a tutto tondo” sul mondo dei rider, con l’obiettivo di far luce su (almeno) tre questioni:
– Le condizioni di sicurezza garantite ai lavoratori
– La regolarità del rapporto di lavoro;
– L’incidenza dei rider sulla sicurezza stradale
Un lavoro ampio, quello della procura milanese, che forse per la prima volta prova a tenere insieme le tante sfaccettature della gig economy, l’economia dei lavoretti, un mondo sul quale politica e associazioni datoriali faticano a mettere ordine.
Un mondo sul quale, ci invita Avvenire, anche noi consumatori, anzi consum-attori, non possiamo guardare con indifferenza
Perché, ci spiega l’editoriale di Francesco Riccardi, “noi clienti non possiamo ritenerci estranei a un meccanismo economico e di consumo che produce anche le asimmetrie e i nuovi rischi di sfruttamento che vediamo emergere. Non si tratta di fare i moralisti a ogni costo o di ingigantire i problemi. Perché noi clienti non possiamo ritenerci estranei a un meccanismo economico e di consumo che produce anche le asimmetrie e i nuovi rischi di sfruttamento che vediamo emergere. Non si tratta di fare i moralisti a ogni costo o di ingigantire i problemi”
Si tratta, piuttosto, di guardare in faccia una realtà “fatta di ritorno al cottimo, di una eterodirezione affidata a sconosciuti algoritmi, di discriminazioni, di mancanza di libertà sindacale.”
E di decidere se ci va bene oppure no.
Con il coraggio, questa volta, di cominciarlo noi lo sciopero, anche seduti a tavola

E voi, cosa ne pensate?

L’articolo di Avvenire lo trovate qua

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