Contro il rigurgito neofascista noi non molliamo

Contro il rigurgito neofascista noi non molliamo

La giornata della Liberazione del  25 aprile storicamente ha acquisito  un particolare rilievo in zona 5, in quanto in vari quartieri il contributo da parte dei partigiani alla causa contro il nazifascismo fu sensibile, con rappresaglie condotte  dalla famigerata Brigata Muti, colpevole di efferati delitti. Il ricordo di quei tempi non si è cancellato nella memoria collettiva e ha prodotto commemorazioni specifiche. Una di queste avviene al quartiere Stadera ogni mattina del 25 aprile. Il quartiere, costituto da case popolari di proprietà Aler Milano, è l’area a Milano con la più alta concentrazione di lapidi di partigiani, a testimonianza del gravosissimo tributo di sangue versato, spesso da giovanissimi. Davanti ad ogni lapide, con il corteo che parte dal monumento ai caduti, sito al parco Cascine Chiesa rossa, viene letto qualche passo relativo alla vita e alle gesta del partigiano, letture svolte da antifascisti di ogni età; con piacere negli ultimi anni molti giovani si sono avvicinati a questa manifestazione in modo attivo. L’iniziativa termina in un CAM del quartiere in cui vengano cantate canzoni della resistenza e lette poesie. Alla manifestazione partecipano tutte le realtà antifasciste del quartiere Stadera e limitrofi, siano  esse associazioni, soggetti politici, collettivi, con una progettazione dal basso delle modalità specifiche annuali. La presenza proprio nella via in cui è più alto il numero delle lapidi, via Palmieri, della sede di Forza Nuova, che tramite un’associazione di comodo, Uniti per il quartiere, ha ottenuto da Aler Milano uno spazio per le sue scorribande di odio e aggressione, ha procurato l’acuirsi della contrapposizione, poiché in occasione del corteo delle lapidi vengono sistematicamente fatte provocazioni, quali provare a stendere striscioni inneggianti al periodo fascista, mostrare le bandiere di FN al passaggio degli antifascisti, urla, azioni di disturbo varie.

Agli inizi di aprile FN al quartiere Gratosoglio, area di forte disagio sociale su cui cerca di pescare la Lega, in combutta con i fascisti in alcuni ultimi avvenimenti, ha visto denunciati due suoi militanti, di cui uno per possesso di tirapugni, in un tentativo di aggressione a giovani antifascisti che avevano contestato con cori della resistenza una iniziativa sui/contro i  migranti. Il clima in zona era quindi già caldo e per questo, come ogni anno, come delegazione Anpi e forze antifasciste, abbiano richiesto alla questura di zona, nell’autorizzare il corteo, di far evitare una mancanza di rispetto della giornata di Liberazione da parte di questi figuri, che in genere si rintanano nella loro sede in un numero consistente (30/40). Di ciò ci è stata data assicurazione.

L’indignazione degli antifascisti per aver verificato che al mattino alle 8.30, davanti alla loro sede, avevano esposto uno striscione “Partigiani assassini e stupratori” è stata enorme, in apparente assenza  di contrasto della polizia. Tanto  che lo striscione è stato rimosso da un esponente dell’Anpi che per questo è stato aggredito da alcuni loschi figuri di FN usciti dalla sede. A quel punto la polizia si è materializzata. Il corteo si è svolto come previsto, ancor più caricato dallo sfregio diffamatorio dello striscione. La compattezza e unità  del corteo, nelle sue diverse sensibilità, si è mantenuta nonostante la provocazione, con qualche momento di comprensibile tensione al passaggio sotto la sede di FN . Nonostante la documentazione già fornita da Anpi  all’Aler circa la presenza abusiva di FN e il pressing effettuato da consiglieri regionali, tra cui  Chiara Cremonesi, l’Aler mantiene un atteggiamento “benevolo” nei confronti dei neo fascisti. Poco prima della loro morte, per mani di sicari fascisti, i fratelli Rosselli dettero vita in Francia ad un giornale dal titolo simbolico: “Non Mollare”. Erano tempi tremendi. Oggi possiamo dire una sola cosa contro il rigurgito neo fascista, il clima oscurantista, i venti di guerra, la diffusione della xenofobia: noi non molliamo.

 

Fabio Traù

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