SACRIFICI E REDDITO D’EMERGENZA

SACRIFICI E REDDITO D’EMERGENZA
Le misure di contenimento sono sacrifici che ad alcuni di noi sono richiesti (e rinunciare al lavoro è un sacrificio più pesante che rinunciare a judo, solo che per i maestri di judo rinunciare al judo significa rinunciare al lavoro), non si ricominci con la contrapposizione tra lavoro e salute.
Sì, ci sarà qualcuno (più di qualcuno) che dovrà rinunciare al lavoro per qualche mese.
Sì, si ci sarà qualcuno (più di qualcuno) che dovrà rimandare la ripresa della sua attività.
Sì, ci sarà qualcuno che rischia di chiudere per non riaprire.
La battaglia non è contro quelli che hanno lo stipendio garantito (perché anche quelli ce l’hanno garantito finché il posto dove stanno regge), la battaglia è perchè tutti, e tutto vuol dire tutti, abbiano diritto a un reddito nei periodi più bui.
Uno strumento c’è già, si chiama reddito di emergenza, solo che serve rafforzarlo, estenderlo e farlo diventare misura universale.
La battaglia è questa, e è l’unica battaglia che tiene insieme salute e reddito.
Non piace a Bonomi? Spiace, ma in fondo neanche Bonomi piace a noi.
Elena Comelli

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