Sequestrata la nave che salva le persone in mare

MEDITERRANEA, sequestrata la nave Mare Jonio, indagine per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per il salvataggio di 49 migranti
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Siamo di fronte al paradosso, al sovvertimento della realtà. Nonché al rischio di cancellare quei valori di giustizia universale che costituiscono i capisaldi della nostra società e del nostro pensiero. Persone, che salvano altre persone in gravi situazioni di pericolo, vengono indagate per favoreggiamento di immigrazione clandestina e inquisite dalla Guardia di Finanza italiana. La macchina del fango che ha investito il mondo delle ONG da qualche anno a questa parte, ancor più grave perché veicolata da rappresentanti delle istituzioni politiche, ha creato conseguenze preoccupanti sull’opinione pubblica, modificando lentamente il filtro di lettura della realtà delle cose.
Ecco perché noi siamo e saremo sempre dalla parte di quelle ONG quali Mediterranea Saving Humans, che con responsabilità e sacrificio fanno cioè che spetterebbe ad un Paese che si definisce democratico: salvare vite umane in pericolo. Prima le persone: lo abbiamo detto il 2 marzo e continuiamo ad alzare la voce su questo punto. Prima le persone e i loro diritti ad una vita sicura e dignitosa, ovunque questo avvenga. Mettere al sicuro persone in pericolo infatti non ha a che fare con la politica, bensì con il rispetto di quelle leggi universali che ci rendono esseri umani. Altrimenti umanità è morta.
Una volta che a queste persone, sarà garantito un porto sicuro, si potrà discutere della gestione, su terra ferma, di un fenomeno migratorio che non si arresterà mai. Perché la storia dell’umanità è fatta di migrazioni e sempre sarà così. Le migrazioni non si possono fermare. Non volerlo accettare è sinonimo di profonda miopia e strumentalizzazione del tema, in una continua campagna elettorale fatta sulla pelle dei più deboli.
La politica o meglio propaganda dei respingimenti non sarà mai una soluzione al tema immigrazione, tantomeno soffiare sul fuoco della paura. Il fenomeno migratorio è di tale portata che richiede in primis una presa di coscienza dei poblemi che i temi legati alla diversità e all’integrazione portano con sé.
Parlare di soluzioni è di per sé sbagliato, non ne esistono ad oggi. Proposte e risposte convincenti, eccome. La politica di questo deve occuparsi, attraverso una Unione Europea che con responsabilità e serietà prenda una posizione netta, senza oscillazioni, sul tema dell’accoglienza e integrazione dei migranti. Nel rispetto dei valori stessi su cui questa Unione si è formata.
I valori sono, per definizione, non negoziabili. L’Europa su questo deve essere unita. Siamo ad uno spartiacque: o si va avanti insieme, o si torna indietro da soli.
Paola Galdi

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