SIAMO TUTTI COINVOLTI

SIAMO TUTTI COINVOLTI
Un giovane sindacalista ucciso ieri. Altri picchiati negli ultimi mesi. Il primo è stato travolto da un camionista che voleva forzare il blocco ai cancelli per lo sciopero, gli altri picchiati da due padroncini (a Prato) o da bodyguard assoldati dalle aziende, grandi marchi rispettabili, (a Tavazzano nel lodigiano, ma anche a San Giuliano Milanese …) per intimidire i lavoratori che protestavano ai cancelli. Queste violenze sono accomunate dalla nostra responsabilità e dal silenzio grave delle autorità che vedono in questi lavoratori autorganizzati e in grande parte di origine non italiana, “un pericolo” più che un’istanza di democrazia. Sono lavoratori che chiedono cose elementari: il contratto della logistica (visto che spesso lavorano con quello delle pulizie), buste paga corrette (visto che sono sempre sbagliate), contrattualizzazione dei diritti e permessi, e che la committente si assuma la responsabilità del comportamento della cooperativa. Cosa che anche la magistratura ha già ribadito più volte e che continua a non succedere. E’ il cuore della lotta (di classe) contro il far west delle cooperative che nelle inchieste giudiziarie di questi anni ha messo sullo stesso piano grandi marchi e gruppi mafiosi che si comportano allo stesso modo con il lavoro. E ci riguarda. Visto che sono decenni che questa situazione è sotto gli occhi di tutti. Anche dei sindacati confederali. E poi ci sono le merci. Quelle da cui ormai dipendiamo. Che vogliamo pagare poco o niente. E i grandi gruppi che le movimentano. I cui furgoni, guidati da altri sfruttati, vediamo in strada ogni tre minuti. E qui dovremmo essere noi a poter incidere. Ritorniamo a ragionarci?

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