Sicurezza: calano ancora i reati ma la “gente” non se ne accorge

Sicurezza: calano ancora i reati ma la “gente” non se ne accorge

“Nel nostro quartiere c’è un’emergenza, ma non si combatte con l’esercito”. Lo scrive stamattina su Facebook un cittadino milanese di zona Loreto-Padova, riportando la mappa del suo quartiere con le concentrazioni di inquinamento così come emergono dallo studio dei Cittadini per l’Aria onlus presentato nei giorni scorsi a Palazzo Marino.
Ma si tratta di un’emergenza di cui non c’è traccia sui quotidiani di oggi, che, viceversa, danno grande spazio al Patto per la Sicurezza, quello che, a colpi di sgomberi e ronde, punta a combattere l’emergenza che non c’è.
Perché non c’è un’emergenza sicurezza a Milano; e a dirlo non sono i fautori dell’integrazione a tutti i costi o i buonisti della porta accanto, ma è lo stesso prefetto di Milano, Luciana Lamorgese, che conferma che, nei primi quattro mesi del 2018, i reati sono in calo del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (confermando un trend in discesa, con le stesse percentuali, che dura almeno dall’estate 2017).
“La politica ha il dovere di lavorare perché non si viva di percezioni, che non vanno fomentate”, ha spiegato il sindaco Sala, e non possiamo che essere d’accordo.
La percezione di insicurezza non si combatte (pensiamo) chiedendo ai cittadini di agire da “vedette”, una richiesta che, per altro, non fa che portare all’eccesso la percezione di insicurezza e creare un’attenzione spasmodica a volti e targhe sconosciute in quartiere (ascoltatele le chiacchiere nei bar di periferia o, se non ci abitate né ci passate, leggete le pagine Facebook dei gruppi di quartiere!)
La percezione di insicurezza si combatte, piuttosto, rimettendo l’accento su quel binomio diritti-coesione che racconta, più di tante altre parole, il modello Milano.
Ben vengano, invece, i più agenti in strada, soprattutto se la loro presenza servirà (anche) a disincentivare comportamenti ormai considerati normali, a partire dalla sosta in doppia fila e dal parcheggio selvaggio, che occupano lo spazio pubblico e contribuiscono a quel traffico troppo spesso fuori controllo che è un’emergenza reale e non così percepita per la nostra città.
Elena Comelli

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