Il significato della legittimazione

Il significato della legittimazione

Ci sono principi che immediatamente piacciono, a tutti, e tutti sono pronti a dire di condividerli. Il primo di questi, scudo di tante bestialità, è il principio di libera espressione del proprio pensiero. Tutti ritengono di poter parlare, di essere a ciò legittimati dal principio di libertà di espressione. Legittimati.

Ma prima di parlare ed esprimersi liberamente, occorrerebbe conoscere almeno il significato delle parole. In realtà, non è affatto legittimo dire tutto ciò che si vuole. E non perché non rispettiamo il principio di libertà di espressione. Bensì, perché legittimo significa, sin dalle sue origini latine, “proprio della legge, conforme”. E legittimare, quindi, vuol dire “rendere idoneo qualcuno a compiere lecitamente un’attività giuridica” (Il Nuovo etimologico Zanichelli).

Ecco perché non è legittima la libera espressione di sentimenti e nostalgie fascisti, perché il fascismo è vietato dalla più importante delle nostre leggi: la Costituzione. Di conseguenza, nessuno può ritenersi legittimato ad inneggiare all’autoritarismo dei fascismi, perché il fatto in sé è contrario alle legge.

La domanda vera è: se è stato così semplice delegittimare la presenza sul territorio di migranti e rifugiati, con la semplice creazione del reato di clandestinità, quanto ancora dovremo attendere per legittimare l‘azione di chi contrasta i colpevoli di apologia di fascismo, prevedendo sanzioni e misure efficaci?

Viola Nicodano

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