Solidarietà a Cappato per l’intensa battaglia politica sul Diritto di fine vita.

Solidarietà a Cappato per l’intensa battaglia politica sul Diritto di fine vita.

Marco Cappato verrà rinviato a giudizio per aver sostenuto Dj Fabo nella scelta di decidere sulla propria condizione.
In aula entrerà Marco, ma il giudizio atteso è sulla politica che da anni è assente e non prende posizione su una questione importante che parla di riconoscimento dell’autodeterminazione e qualità della vita, un argomento evitato e gestito con mantra moralistici che non dovrebbero appartenere allo Stato.

 

Oggi, che ancora la discussione in Senato slitta e viene calendarizzata al 25 luglio, data che sembra preannunciare una fine legislazione senza una legge sul biotestamento, crediamo sia importante sottolineare la necessità dell’approvazione della legge già discussa, modificata e frutto di compromessi e sintesi di oltre 6 proposte, anche in virtù della firma nel 2001 della convenzione di Oviedo che il nostro Paese, a distanza di 16 anni, non ha ancora ratificato.

Più volte la magistratura ha dovuto supplire il vuoto normativo con percorsi lunghi e denigranti della dignità di chi attende di poter scegliere della qualità della propria vita. In diversi casi i tribunali sono stati chiamati a supplire l’assenza di una norma specifica sul fine vita attraverso ricorsi, appelli, annullamenti e sentenze che si sono susseguiti per anni, stratificando una giurisprudenza contraddittoria e perdendo di vista che al centro del dibattito vi è sempre la dignità e il dolore delle persone coinvolte.
La proposta di legge depositata in Senato non è, a nostro giudizio, la proposta migliore; l’introduzione dell’obiezione di coscienza e del parere ultimo del medico, non rispondono a una reale garanzia di applicazione delle volontà del cittadino.

Da troppi anni ormai si è in attesa di una legge sul tema, da troppi anni chi non può permettersi un lungo contenzioso legale viene defraudato del proprio diritto di scelta. È ora che la politica si allinei con la maggioranza della società e riconosca il diritto all’autodeterminazione di ognuno.

L’importanza di questa battaglia politica non sta solo nel profondo contenuto che le compete, ma avvalora ancora di più quello che Sinistra x Milano e più generale la Sinistra come ambito politico porta avanti da anni, ovvero quella battaglia sui diritti e sulla libertà di scelta che una persona può compiere. Non si può impedire a un essere umano di decidere sul proprio percorso di vita. Avere la possibilità di scelta è una garanzia per tutti, un arricchimento per una società veramente civile, lontano da pregiudizi e dogmi culturali. In una parola: libertà.

 

Simona Regondi

Ti potrebbero interessare