SPERIMENTARE UNA NUOVA MOBILITA’

SPERIMENTARE UNA NUOVA MOBILITA’

È un po’ difficile immaginare la Milano che ripartirà a settembre. L’attrattività che aveva sino a qualche mese fa oggi si è persa. Al calo del turismo si vedrà un calo notevole di studenti fuorisede, al calo di chi crea impresa si assisterà ad un calo altrettanto importante d lavoratori in cerca di occupazione. Abbiamo spinto per l’utilizzo del trasporto pubblico, inaugurato nuove fermate, ideato nuove linee metro, connesso la città trasversalmente pur di renderla sostenibile dal punto di vista degli spostamenti. Come dimenticare la ressa che c’era per salire sui bus e sui treni ed in viaggio stretti come le sardine. Ma bisogna essere obiettivi. Nessuna azienda di trasporto pubblico aumenterà mai le flotte e il numero di collegamenti, pur di farci viaggiare distanziati. È troppo oneroso acquistare nuovi mezzi. Le spese per le sanificazioni quotidiane, quelle dei dpi per i dipendenti e per la sicurezza dei passeggeri dovranno essere coperte da introiti sempre minori. L’unica alternativa attuabile al momento risulta essere quella di contenere la spesa. È in questo contesto che bisogna pensare ad una modalità sostenibile di trasporto, decisamente innovativa, ma soprattutto diversa. Non è immaginabile pensare che ognuno di noi quotidianamente si rechi al lavoro in auto. Non è immaginabile pensare di evitare il coronavirus ma riguadagnare un’aria grigia, maleodorante, pesante, mortale. L’inquinamento uccide molto più del coronavirus, è bene ricordarselo.

Michele Bisaccia

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