TEST SIEROLOGICI, VENGONO A GALLA GLI ERRORI

TEST SIEROLOGICI, VENGONO A GALLA GLI ERRORI

Cambia l’aria? Non come e quanto dovrebbe, ma qualche segnale arriva. Il Consigli regionale della Lombardia su proposta Pd e con emendamenti Lega, chiede alla giunta di rivedere la sua strategia sui tamponi (che finora è stato non usarli, solo gli operatori sanitari li hanno avuto e 160.000 cittadini quasi tutti su propria iniziativa e a pagamento). L’aula ha chiesto a Fontana e Gallera di provvedere a uno screening sierologico di massa sugli over 65, di rendere gratuito per tutti il tampone in seguito al test, di stabilire una tariffa per i test dai privati. Mentre l’aula discuteva Gallera annunciava la sospensione degli accusati da Diasorin, la ditta dell’accordo in esclusiva di fornitura dei test sulle ricerche del San Matteo di Pavia. Un atto dovuto dopo la bocciatura dell’accordo del Tar? No, l’ammissione di un problema molto serio infatti l’assessore ha speso la sua parola magica per ogni pasticcio, errore, mancanza e inadeguatezza: abbiamo deciso in emergenza. Dulcis in fundo, Marco Trivelli il nuovo Dg della Sanità lombarda dopo il siluramento del braccio destro di Gallera, Luigi Cajazzo, su Repubblica risponde così alla domanda “ci son stati errori”: «Ci siamo concentrati molto sull’emergenza sanitaria e meno sull’epidemia. Cercavamo un focolaio, ma invece c’era un vulcano. Mentre noi cercavamo il paziente uno, in giro ce ne erano già migliaia. Non avevamo le armi per monitorare l’epidemia. Certo l’uso dei test sierologici poteva avere da subito una finalità pratica. Per quanto fosse impossibile immaginare di circoscrivere il mare, si poteva provarci comunque»

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