TETTI VERDI SUI PALAZZI, MA PIAZZA BAIAMONTI AVRA’ LA PIRAMIDE BIS

TETTI VERDI SUI PALAZZI, MA PIAZZA BAIAMONTI AVRA’ LA PIRAMIDE BIS

Un’altra tornata di aggiustamenti al Pgt conclusasi ieri in serata con la votazione e la bocciatura di diversi emendamenti. Ecco la cronaca di Alessandra Corica de la Repubblica Milano che segnala le due grandi novità: i tetti verdi e la bocciatura delle richieste di ambientalisti e 1200 cittadini che chiedevano di soprassedere sulla piramide bis di Piazza Basamenti e trasformarla in alberi.
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Una Milano con palazzi a zero emissioni. E l’introduzione di un indice di riduzione dell’impatto climatico che, fino a una soglia minima, dovrà essere raggiunto tramite la realizzazione di tetti, pareti e pavimenti verdi. È quanto è stato inserito ieri nel Pgt in discussione in Consiglio Comunale, dove è stata depositata una proposta bipartisan per conferire l’Ambrogino alla memoria di Filippo Penati. In aula è stato anche dato il via libera alla “mini piramide” in piazzale Baiamonti, nell’ex area Tamoil, nonostante le proteste dei residenti che contro il progetto hanno raccolto 1.400 firme e la proposta del dem Carlo Monguzzi (che poi ha votato contro insieme con Milly Moratti, mentre il Pd Alessandro Giungi si è astenuto) che aveva chiesto di destinare tutta l’area a verde. «Milano storicamente ha posto l’asticella più in là rispetto al Paese spiega l’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran anche in questo caso allora, cerchiamo di farlo, con l’auspicio che i nuovi parametri siano acquisiti sia a livello regionale sia nazionale» . Con le nuove regole si introduce l’obbligo, per ridurre sia l’inquinamento sia il fenomeno delle isole di calore, di diminuire le emissioni di CO2 per quanto riguarda le vecchie costruzioni, demolite e ristrutturate. Nonché il diktat di azzerare queste stesse emissioni per quanto riguarda i palazzi nuovi. Discorso simile per l’indice di riduzione di impatto climatico, per il quale è stata fissata una soglia minima ( sia per gli edifici nuovi per quelli ristrutturati) che obbligatoriamente dovrà essere raggiunta da tutti. Oltre quella soglia, i costruttori potranno sia ulteriormente potenziare il verde, sia pagare un contributo al Comune. Che, a sua volta, userà i fondi per la realizzazione del parco metropolitano. Ma come si potrà raggiungere almeno la soglia minima dell’indice? Chi costruisce (o ristruttura) dovrà prevedere tetti, pavimenti e pareti green. Che oggi in città sono già presenti in alcune zone come gli Orti tra i cortili di Brera e il Superstudio più in via Tortona ma coprono appena un milione di metri quadri: l’obiettivo è arrivare a 13 milioni nel 2030. Cassata, invece, la proposta di mantenere solo a verde piazzale Baiamonti, non realizzando la mini piramide, gemella più piccola di quella oggi occupata dalla Fondazione Feltrinelli, prevista nel masterplan di Herzog e De Meuron. Il progetto aveva subìto uno stop sia per la necessità di bonificare l’area sia per il ritrovamento delle Mura Spagnole, vincolate dalla Soprintendenza. Il disegno originario è stato quindi rivisto, per tutelare i ritrovamenti archeologici, cosa che ai residentinon è bastata. «Dobbiamo dare un segnale, fare una scelta coraggiosa: meno cemento e più alberi» ha detto in aula Monguzzi. «Il progetto sottoli- nea però Maran è uno tra i più interessanti degli ultimi dieci anni a livello europeo» . Il via libera alla costruzione, alla fine, è arrivato: ora il Comune dovrà, per la terza volta, mettere all’asta l’area per 5 milioni di curo, dopo che i precedenti bandi erano andati deserti.

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