TORRE VIA STRESA, LA LETTERA AL SINDACO

TORRE VIA STRESA, LA LETTERA AL SINDACO

Caro Beppe, ti scrivo dopo la doppia uscita sul corriere (online il giorno 1/6 e cartaceo il 2/6) a proposito della Torre Milano di via Stresa. A parte che il titolista forse andrebbe istruito un po’ in materia sanitaria perché parlare di Torre «anti virus» è degno delle mirabolanti spiegazioni di qualcun’altro a proposito dell’indice Rt… Ma ti scrivo perché hai ripreso e citato la progettazione nel tuo abituale video del 1/6 e, francamente, la cosa mi ha un po’ amareggiato.
Caro Beppe, te lo dico amichevolmente e da consigliere di Municipio 2 che ti ha sostenuto nella scorsa campagna elettorale (in cui ero candidato alla presidenza del Municipio) e che continua a sostenere te e la Giunta di Milano: spacciare il progetto Torre Milano come sostenibile è… insostenibile.
Un edificio altamente impattante, 86 metri di altezza per 23 piani fuori terra in un contesto in cui al massimo si arriva a 9, in un quartiere già altamente antropizzato e con una densità abitativa molto elevata. Non basta “vantare” presunti (tutti da verificare) sistemi costruttivi, materiali e impianti cosiddetti “ecosostenibili” per trasformare un’operazione di pura speculazione edilizia in qualcos’altro. Capisco che tu non abbia potuto seguire direttamente la questione, ma ti posso assicurare che in quartiere l’opposizione al mostruoso progetto è assolutamente trasversale e bipartizan. Capisco anche che l’imprenditore si sia mosso (astutamente) nei limiti e negli spazi concessi da una normativa vigente (nazionale e regionale) evidentemente insufficiente e lacunosa, e che forse la Commissione per il Paesaggio abbia preso “un po’ sottogamba” il progetto, ma tutto ciò non lo fa diventare un “bel progetto” da portare come esempio.
A tua disposizione per ogni eventuale chiarimento.
Con immutata stima e cordialità

Alberto Ciullini

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