Trenord non è un’eccellenza lombarda

Trenord non è un’eccellenza lombarda

Non sono poche le questioni di Regione Lombardia che ci fanno disperare, dall’allocazione di fondi per iniziative discriminatorie, al finanziamento di grandi opere che più che migliorare la vita dei cittadini riempiono le tasche di amici. Ma la parte più intollerabile, riguarda quei due settori in cui non solo avviene uno spreco, ma si acuisce il disagio sociale, che poi sfocia in questioni dolorose: la gestione della residenzialità pubblica con il pessimo sistema Aler, e la mobilità regionale su ferro, con l’occasione mancata di una gestione virtuosa e innovativa con la creazione di TreNord.

Non si tratta solo di una scarsità di manutenzione e controlli, che poi sfocia nelle tragedie come quella di Pioltello, ma si tratta semplicemente di parlare con uno qualsiasi dei pendolari per conoscere la realtà di ritardi cronici, servizi inesatti, generico appesantimento del servizio di trasporto locale per le persone. Una società con migliaia di utenti che non riesce a migliorare il servizio. E la situazione è confermata dall’ultima rilevazione dell’Ansf – agenzia nazionale per la sicurezza sicurezza delle ferrovie, che rilevano mancanze, incongruenze, disservizi.

Nella Lombardia dell’eccellenza, il centrodestra dimentica sempre di raccontare le difficoltà di chi questo territorio lo vive, di chi, con il proprio lavoro, lo rende quel luogo di eccellenza che poi le destre sbandierano in campagna elettorale, come se fosse merito loro. Il mio auspicio, è che alle urne, questa volta, i lavoratori lombardi pensino a questi disagi e al fatto che una buona amministrazione può migliorare la situazione, e decidano di portare finalmente al governo chi, queste eccellenze, le sa valorizzare.

Viola Nicodano

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