UN MEDICO DI BASE

UN MEDICO DI BASE
Pubblichiamo questo post di Mietta Venzi, medico di medicina generale, specialista in malattie dell’apparato respiratorio, una delle fondatrici della Casa Medica di Corvetto, un progetto che sarebbe dovuto diventare diffuso per ogni quartiere. Ne avremmo avuto un bisogno enorme in questi mesi. E invece….
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Sono stanca, delusa e nuovamente impaurita.
Non c’è fine a questo delirio Covid.
Ats ha dichiarato pubblicamente il suo fallimento, la sua incapacità di effettuare i tracciamenti dei contatti di caso certo..” State a casa ” dice ai cittadini.
Con questo si para il fondo schiena, abbandonando de facto le persone a se stesse, scaricando su di noi MMG la gestione dei contagi. Lunedì ho ricevuto circa 100 telefonate sul cell+ molte altre in studio.
Persone preoccupate perché sintomatiche o perché entrate in contatto con positivi..
Rispondere a tutti? Impossibile
A chi non hai risposto, quando ti intercetta ti aggredisce e accusa di essere un pessimo medico e ti cambia, e nulla vale cercare di spiegare il caos totale in cui cerchiamo comunque di svolgere la nostra attività.
Siamo oramai impegnati a gestire prevalentemente la diffusione del contagio.
Isolamento con conseguente certificazione della malattia per i sintomatici e i contatti, segnalarli su un obsoleto portale di Ats, calcolare i tempi della quarantena, prendere gli appuntamenti per il tampone scorrendo tutte le strutture segnalate , trovare la struttura e l’ orario più consono al nostro assistito, memorizzare a parte i segnalati per poterli poi riprendere sul portale e a guarigione accertata chiudere la qurantena ,dopo aver cercato sul loro fascicolo sanitario l’ esito negativo del tampone( se positivo prolungare il certificato di malattia).
E gli altri assistiti?? I cronici, gli anziani, gli acuti, tutti quelli che non hanno più accesso ai controlli specialisti e diagnostici da febbraio perché le strutture erogatrici non effettuano prestazioni??
Loro, a cui il diritto alla cura viene negato, che fine faranno?
Cerchiamo di fare il possibile, ma non siamo onnipotenti e onnipresenti.
Siamo medici, ma siamo umani anche noi, con le nostre fragilità, i nostri problemi, le nostre famiglie, con la nostra vita e le nostre paure.
Da maggio nessun presidio ci è stato fornito dalle istituzioni, ci siamo attrezzati da soli.Ad oggi nessun protocollo operativo e terapeutico per la gestione dei sintomatici al domicilio, nessun coordinamento fra ospedale e territorio. Ciò che sta accadendo era previsto, il tempo per organizzare gli interventi c’era, ma nulla e stato fatto. Si e preferito far credere ai cittadini che il virus era meno aggressivo, morto addirittura.. si è preferito dire loro ciò che volevano sentirsi dire, sapendo di mentire spudoratamente senza vergogna.
Da molti dei sintomatici che mi chiamano dopo giorni dall’inizio dei sintomi, che in una situazione di normalità sarebbero sintomi stagionali banali, mi dicono che i loro non sono sicuramente dovuti al corona virus.
Difficile convincerli del contrario, del fatto che il virus non è un problema degli altri, ma di tutti, nessuno escluso. Difficile far capire che se sei figlio o genitore o parente non sei esentato dal contagiare il tuo caro, e che devi avere tutte le precauzioni quando li vedi..
Tutto questo è sfibrante, deprimente..
Sono stanca, delusa e impaurita, spero abbiate compreso il perché.
Mietta Venzi

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