UN PASSO AVANTI

UN PASSO AVANTI

Respingendo un ricorso dell’Italia, la Corte europea dei diritti dell’uomo ieri ha confermato quanto deciso lo scorso giugno circa il fatto che l’ergastolo ostativo – quello cioè che prevede comefine pena il 31 dicembre 9999 ed esclude l’accesso a ogni possibile beneficio per il condannato – viola i diritti umani, costituendo trattamento inumano, equiparabile alla tortura. Si tratta di una decisione storica: sebbene siano comprensibili le preoccupazioni di chi teme che l’eventuale cancellazione dell’ergastolo ostativo (la Corte Suprema deve pronunciarsi a breve) possa indebolire lo Stato di fronte alle mafie, credo si debba affermare con chiarezza che uno Stato è davvero forte – e dimostra di aver vinto – quando può superare ogni normativa emergenziale. In questo caso, si tratta di dare a chiunque si trovi in carcere da decenni la possibilità, la semplice possibilità, di essere rivalutato e di vedersi riconosciuto un eventuale percorso di cambiamento, così da restituire a tutti coloro che sono affidati alla custodia dello Stato una speranza di reintegrazione sociale, in ossequio a quanto stabilito dall’articolo 27 della nostra Costituzione, secondo cui le pene debbono essere funzionali alla «rieducazione» dell’autore di reato.
Provare a tornare un Paese normale.

Stefano Simonetta

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