UN SOLO GALLO NEL POLLAIO

UN SOLO GALLO NEL POLLAIO

Passano i giorni, le settimane ed i mesi. Avevo scommesso che il governo giallo-verde-nero non sarebbe arrivato a natale. Ho perso. Così ho rilanciato, scommettendo che lo stesso governo non arriverà alle elezioni europee. Molto probabilmente perderò daccapo.
Che la coalizione di governo si sia auto convinta ed abbia convinto anche i suoi elettori, che in qualche modo la Lega Nord, Forza Nuova e Casapound siano brave persone con cui poter collaborare, avvallando qualsiasi loro richiesta, è un dato di fatto.
Così accade che, mentre le principali testate giornalistiche rilanciano quotidianamente dissapori interni alla coalizione di governo, il governo stesso legifera con decreti legge delle autentiche porcherie (vedi il Def approvato ieri).
Ma come ha fatto l’estrema destra ad impadronirsi del consenso elettorale che pochi mesi addietro deteneva il movimento 5 stelle?
La risposta è semplice. Spostando l’attenzione pubblica su questioni non previste nel contratto di governo, rilanciando affermazioni proprie di posizioni discordanti inerenti temi del passato (es. ius soli, crocifisso nelle aule, unioni civili…) per poter portare in aula e votare provvedimenti infami.
Anni addietro la Lega Nord era riuscita a ravvivare antichi dissapori territoriali interni al Paese, pompando sentimenti anti-meridionali e mettendo alcune regioni contro altre. Oggigiorno ha semplicemente alzato l’asticella partendo da un quesito ben chiaro: “perché mettere contro cittadini del settentrione, del centro, del meridione e delle isole, se posso mettere tutti assieme contro soggetti diversi da quelli elencati?”
Quindi ci si ritrova a poco più di un mese dalle elezioni europee, tra i simboli presentati, un fronte comune nazionale ed internazionale contro l’Europa e l’europeismo.
Tirando in ballo il declino economico, la sicurezza, la crescita, i corridoi umanitari, il cattolicesimo, il sig. Salvini (cito lui perché è evidente la sua posizione dominante di capobastone all’interno della coalizione) ha concluso che la colpa dello stato attuale delle cose è degli altri, ovvero di tutti i soggetti diversi dall’uomo italico. Così, offendendo e denigrando, tra una pubblicità occulta ed un travestimento simil carnevalesco, calandosi nei panni delle nuove tendenze giovanili (c.d. influencer), è andato in giro per l’Italia a raccattare consenso elettorale. È riuscito persino ad indossare la felpa con il nome di ogni singola cittadina, anche la più sperduta, del cucuzzolo di una montagna, ancora più sperduto.
È stato in Puglia, in Basilicata, in Sardegna e via discorrendo, recitando in grandi linee sempre lo stesso copione ma tralasciando un particolare di assoluta importanza. Ha dimenticato di dire che il partito che lo sostiene e di cui è segretario federale, si chiama “Lega Nord per l’indipendenza della Padania” e che è costituita dai territori dell’Alto Adige-Sudtirol, Emilia, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Romagna (da notare la divisione con la sopracitata Emilia), Toscana, Trentino, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto.
Così tra un hamburger ed un “aiutiamoli a casa loro”, tra una brioche ed un selfie, la Lega Nord registra 8 mila voti presi alle primarie 2019 della città di Bari e di Foggia; 55 mila voti alle regionali 2019 in lucania; 80 mila voti alle regionali 2019 Sarde e Salvini giustamente esulta.
Com’è stato possibile arrivare a tanto e soprattutto, siamo oramai ad un punto di non ritorno
Michele Bisaccia

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