Un tavolo tra privati e istituzioni

Un tavolo tra privati e istituzioni

Ecco l’intervista a Filippo Del Corno pubblicata oggi sulle pagine del Sole 24 ore.

«Il progetto ArtWeek è nato due anni fa per accompagnare virtuosamente lo sviluppo di Miart, che ora registra un incremento di visitatori e di gallerie prestigiose come Gagosian» spiega a II Sole 24 Ore Filippo Del Corno, assessore alla Cultura di Milano. «Questa strategia ha aumentato il tasso di desiderabilità della destinazione Milano. II programma attrattivo permette a chi viene in fiera di trovare poi fuori iniziative di grande qualità: un gioco di specchi tragli artisti esposti in città come Matt Mullican ed Eva Kot’átková all’HangarBicocca o Teresa Margolies al Pac e le lorogallerie».

In fierale loro opere sono proposte rispettivamente da Mai 36 di Zurigo, Meyer Riegger di Berlino e lo svizzero Peter Kilchmann. Com’è nata l’idea? «Abbiamo istituito un tavolo di coordinamento agile a cui hanno partecipato istituzioni pubbliche e private che si occupano di arte contemporanea, circa u di soggetti, da Prada all’Hangar, dalla Fondazione Pomodoro a Trussardi, dal Pac al Mudec, dalla Gam al Museo del 900 e alla Fondazione Carnero e altri si sono aggiunti cammin facendo».

In tre annidi sperimentazione lo sforzo di costruire un programma collaterale a Miart si è trasformato i n un progetto attraente, solido e parte di un programma più vasto di quattro settimane dedicate alla cultura: in primavera l’ArtWeek, nella sec ond a di giugno la PhotoW eek, nella terza di settembre la MovieWeek e nella terza di novembre la MusicWeek. «Ogni settimana – prosegue Del Corno – ha sua governance: nell’ArtWeek è stata fondamentale la collaborazione con il direttore artistico di Miart Alessandro Rabottini. Già dallo scorso maggio abbiamo cominciato a lavorare insieme e messo a fattor comune le relazioni internazionali, un po’ com’è accaduto negli anni peril Salonedel Mobile e la Design Week».

Quali gli effetti passati e quali i futuri? «La città è in forte crescita in termini di presenze turistiche e di fruizione culturale. Lancio la sfida agli economisti urbani di individuare un indice di attrattività che misuri quanto questo funga da calamita per gli investimenti, magari per una multinazionale che decida di spostare qui il suo headquarter».

Quale l’investimento del Comune sull’ArtWeek? «La campagna di comunicazione e le mostre istituzionali, ma soprattutto Milano ha beneficiato del contributo dei privati cruciali per fare il salto di qualità». E la città non si ferma mai: l’Art Night no profit spaces sabato 44 accoglierà i visitatori in u spazi da Loreto a Precotto per scoprire che spesso l’arte sboccia nelle periferie.

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