UNA BIBLIOTECA CONTEMPORANEA A MILANO RIUTILIZZANDO IL PATRIMONIO ESISTENTE

UNA BIBLIOTECA CONTEMPORANEA A MILANO RIUTILIZZANDO IL PATRIMONIO ESISTENTE

Da troppi decenni la città ha bisogno di dotarsi di una grande biblioteca per sopperire alla carenza di spazi della Sormani e permettere di costruire un progetto di biblioteca contemporanea, un luogo speciale di aggregazione sociale, spazio di lavoro tecnologicamente adeguato e infrastruttura produttiva. Una biblioteca moderna, in grado di mettere a disposizione conoscenza nelle forme di comunicazione innovativa, costituirsi come hub di relazioni delle reti, locali e internazionali, un grande progetto che favorisca il formarsi e attuarsi di politiche del digitale.
Nei decenni passati venne elaborato il progetto della Biblioteca Europea di Informazione e Cultura (BEIC), da realizzarsi sulle aree dell’ex scalo ferroviario di p.ta Vittoria, producendo esiti incerti e una situazione critica di stallo visti il rilevante investimento previsto inizialmente in 360 milioni di euro e con costi di gestione annui di circa 18 milioni -preventivati nel 2009-, rischiando di assorbire la gran parte delle risorse per il sistema bibliotecario milanese ed infine anche per l’eccessiva dimensione dell’edificio di circa 80.000 mq di superfici (in Europa, con questa dimensione, esistono solo le biblioteche nazionali, una per nazione, mentre le ultime realizzate sono in media di circa 20.000 mq). Un progetto nato in periodi precrisi e già invecchiato, con un eccesso “muscolare” che deve essere rivalutato alla luce della disponibilità di risorse e alla luce delle importanti trasformazioni tecnologiche che caratterizzano il nuovo millennio.
Oggi alla città occorre una “moderna biblioteca di pubblica lettura”, da realizzarsi in sintonia con le migliori esperienze europee, con spazi adeguati alla socialità, al lavoro e al tempo liberato con servizi e tecnologie innovative.
Un oggetto architettonico di qualità e nelle dimensioni consone, che venga insediato in un luogo ad alta accessibilità ed utilizzando il patrimonio edificato dismesso.
Una moderna biblioteca che svolga il ruolo di centro del sistema bibliotecario milanese e nodo dei sistemi di conoscenza internazionali, che preveda spazi da adibire a deposito unico del sistema bibliotecario comunale.
Una biblioteca in cui si produca un progetto significativo di digitalizzazione e messa in rete dei materiali.
Una biblioteca in cui si possano avviare progetti, in collaborazione con servizi sociali e volontariato, per favorire l’integrazione delle molte persone in difficoltà che frequentano le biblioteche, attraverso la formazione, ricerca del lavoro e quanto si potrà progettare.
Una nuova biblioteca che sia occasione per innescare una revisione del sistema bibliotecario milanese, nel quale si possa prevedere un piano di manutenzione e ristrutturazione della Sormani e delle biblioteche rionali, con nuove aperture nei quartieri che ne sono privi ed occorrerà assumere il nuovo personale occorrente.
Per queste ragioni occorre dare vita ad una discussione che investa istituzioni amministrative, della ricerca e della formazione perché la nuova biblioteca centrale milanese sia davvero un contributo alla costruzione di futuro per la nostra città e per il nostro paese.

Gianni Dapri

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