UN’EPIDEMIA DI SOLIDARIETÀ

UN’EPIDEMIA DI SOLIDARIETÀ

Ieri mattina mi sono svegliata con la nausea da coronavirus. Non ne posso più di aggiornamenti, dati, interviste, bollettini medici.
Ho capito però che non era solo nausea da sovrainformazione, era anche il disagio per il mio status di emergenza ovattata.
Un’ emergenza da popolo ricco, che si permette il lusso di stare a casa a lavorare e assaltare i supermercati quasi fosse un gioco.
Mentre l’emergenza dei popoli sfigati non se la fila più nessuno. E allora mi son messa a cercare un po’ di ong che stanno lavorando per tamponare la nuova emergenza dei siriani in fuga.

E ho fatto 4 donazioni. 4 gocce in un oceano di indifferenza globale. Adesso non è che mi sento molto meglio, ma lo scrivo su Facebook solo per sperare che qualcun altro si unisca alle mie 4 gocce.
E concordi con me che invece di 4 amuchine al mercato nero, ci sono modi migliori di utilizzare i soldi…
Scusate lo sfogo, ma stamattina va così. Sarà stato l’overload d’informazione, la reclusione ovattata, saranno stati gli ormoni della tristezza, ma quanto mi piacerebbe, almeno per un giorno, un’epidemia di solidarietà..

Marina Bozza

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