Uno sportello a San Vittore

Uno sportello a San Vittore

Buone notizie dalle carceri milanesi. In controtendenza rispetto a una sottocultura politica che auspica la trasformazione degli istituti penitenziari in luoghi dove accatastare gli autori di reato per poi “buttare via la chiave”, qualche giorno fa è stato inaugurato presso il Carcere di San Vittore uno sportello di politiche attive del lavoro, gestito dall’agenzia Afol Metropolitana, sulla scia di quello aperto due anni fa presso il Carcere di Opera, dove era partita la sperimentazione. E se il centro per l’impiego a Opera, che è una Casa di Reclusione, contribuisce a dare concretezza alla funzione di rieducazione e reinserimento che la Costituzione assegna al carcere, quello di San Vittore, Casa Circondariale, offre un’occasione di inclusione lavorativa (e non solo) alle persone in attesa di giudizio ristrette presso tale Istituto.
In entrambi i casi, l’obiettivo del progetto – reso possibile dalla collaborazione fra Comune, Città metropolitana, Regione, Prap e Istituti carcerari – è quello di fornire ai detenuti percorsi formativi e professionali personalizzati, valorizzando le rispettive competenze e restituendo loro dignità. Raccogliere la chiave che altri vorrebbero buttare via e utilizzarla per riaprire il cancello che conduce di nuovo al resto della comunità chi ne è stato temporaneamente separato.

Stefano Simonetta

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