VELENI AFFARI D’ORO IN LOMBARDIA

VELENI AFFARI D’ORO IN LOMBARDIA

Ieri Legambiente Lombardia ha presentato il suo dossier sui reati ambientali di cui la Regione ha ancora il triste primato e non solo perché siamo di più, produciamo di più, ecc. ecc. Se leggete questo articolo di @Andrea Gianni su Milano – Il Giorno scoprirete ad esempio come la Regione Lombardia non finanzi le bonifiche, o meglio come fa con quasi tutti i fondi anche positivi che promuove (vedi dote scuola o nidi gratis) finanzia solo in parte.
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I roghi dolosi nella nuova «terra dei fuochi», la Lombardia, almeno per il momento hanno smesso di divampare con la stessa frequenza che tra il 2017 e il 2018 provocò allarme sociale. Le inchieste hanno colpito organizzazioni criminali, migliaia di capannoni abbandonati sono finiti sotto la lente, i controlli hanno portato a sequestri come l’ultimo eseguito lunedì a Lodi, dove Arpa e carabinieri grazie all’analisi di foto satellitari hanno scoperto 400 metri cubi di rifiuti speciali stoccati illecitamente. Ma l’emergenza non è finita: i trafficanti di rifiuti si muovono nell’ombra, guardano sempre di più verso l’Est Europa, il business illecito cresce e si ramifica. «Con il traffico di rifiuti si guadagna di più rispetto al traffico di droga spiega ìl capo della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, Alessandra Dolci e il rischio di conseguenze penali è nettamente inferiore». Un quadro che emerge dal dossier 2019 “Criminalità ambientale in Lombardia” presentato ieri da Legambiente. La Lombardia è la prima regione del Nord Italia e la settima a livello nazionale (nel 2017 era al nono posto) per numero di reati ambientali accertati con 1.541 delitti (pari al 26% di quelli contestati nel 2018 tra le regioni settentrionali). Ed è anche la prima regione in Italia per numero di persone, 23, sottoposte a misure cautelari. In particolare, 535 reati ambientali su 1.541 uno su tre ri- guardano il ciclo illegale dei rifiuti, pari al 6,7% del totale nazionale. Nell’ultimo anno, inoltre, in Lombardia si sono svolte 12 delle 100 inchieste per corruzione e reati contro la pubblica amministrazione nel settore ambientale con 110 arresti, portando la regione al terzo posto della classifica nazionale per corruzione ambientale. «La corruzione e i reati contro la pubblica amministrazione in generale sono il mezzo con cui si apre la strada a condotte criminali», sottolinea Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. Una delle cause del fenomeno, si legge nel dossier, è lo «squilibrio tra la produzione di rifiuti in continua crescita e la capacità impiantistica». La Lombardia nel 2018 ha prodotto 29.4 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, pari al 27.3% dell’intera produzione nazionale. E attira altri scarti da tutta Italia per lo smaltimento. Un business enorme, dove si muovono broker senza scrupoli che offrono alle imprese smaltimenti low cost. L’attenzione si è alzata, ma spesso le leggi non corrono di pari passo. «Il sistema nazionale di protezione ambientale offre la possibilità di fare rete spiega il magistrato Giuseppe Battarino, collaboratore della commissione parlamentare di inchiesta sulle ecomafie ma siamo ancora in attesa delle norme secondarie di attuazione che diano corpo e vita al sistema». E il capo della Dda Dolci alza il velo sul tema delle bonifiche: «Il fondo stanziato dalla Regione non è sufficiente. Solo per l’area di Buccinasco servirebbero otto milioni di euro, ne sono stati stanziati 2.5»

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