Siamo veramente sicuri di essere intelligenti ed evoluti?

Siamo veramente sicuri di essere intelligenti ed evoluti?

Siamo veramente sicuri di essere intelligenti ed evoluti?
Me lo domando sempre più spesso, soprattutto, me lo sono domandata ogni mattina nelle ultime 3 settimane, uscendo di casa al mattino.
Nella via di casa mia, tra le 7 e le 9 del mattino (ma anche tra le 17.30 e le 20), ogni singolo giorno feriale, non si può uscire senza maschera antigas.
Via Domenichino è una della tante vie di Milano che collegano la circonvallazione della 90 con punti strategici di smistamento della circolazione. Una via di 3 isolati che termina con un semaforo.

Ogni mattina, quando esco, faccio a tempo a passare in edicola e bere il caffè al bar scambiando due battute, che l’automobile che era ferma all’inizio della via sta ancora raggiungendo il semaforo che segnerà finalmente l’uscita da quella trappola stradale, dopo 15 minuti di coda in una singola via, a motore accesso.

Quando penso a chi si lamenta che i treni del metrò arrivano ogni 7/9 minuti, mi chiedo come non possano accorgersi che il tempo di attesa in banchina è decisamente inferiore a quello speso in attesa del verde semaforico. Il traffico non è generato da altri che da chi guida e si lamenta del traffico, è evidente.

Ma il dato forse più sconvolgente che mi tocca ogni giorno constatare, è che ognuno di quei veicoli ingombranti, pericolosi ed inquinanti, trasporta una sola persona. Una persona per automobile.
Mi chiedo. ma davvero non vi conoscete tra colleghi, mamme delle scuole, vicini di casa, e non siete in grado di organizzarvi per muovervi insieme?
Mi piacerebbe che il Comune di Milano riuscisse a promuovere iniziative che invitassero i cittadini che proprio non riescono a rinunciare all’utilizzo della macchina almeno a utilizzarla in modo condiviso.

Chi viaggia in almeno tre persone, potrebbe avere accesso alle corsie preferenziali, oppure pagare area c al 50%. Non sono la prima a fare queste osservazioni, né sarò l’ultima, né si può ritenere che sia sufficiente intervenire in tal senso, ma ritengo si debbano attivare tutte le possibili azioni che ci possono aiutare a migliorare la qualità dell’aria che respiriamo in città.

Soprattutto, per non doverci risvegliare come Torino questa mattina, con il divieto di aprire le finestre di casa per non avvelenarsi.
Torno a chiedervelo: possiamo davvero oggi considerarci una specie evoluta, mentre sprechiamo il nostro tempo in coda a inquinare il mondo dei nostri figli, facendoci venire il sedere piatto per poi andare in palestra (in automobile) a camminare su un tapis-roulant?
Non sarebbe più evoluto invertire la rotta e cambiare le nostre abitudini che non hanno nemmeno un secolo di vita, e che possono non diventare le abitudini delle future generazioni?

 

Viola Nicodano

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