Via Padova rifiuta il razzismo

Via Padova rifiuta il razzismo

Ci impegniamo tutti i giorni, mese dopo mese e anno dopo anno, per il territorio in cui viviamo e lavoriamo. Sabato 24 febbraio abbiamo tenuto un incontro per parlare di via Padova e di Milano, pensando a porre le basi di una parte importante del suo futuro all’ex convitto del Trotter.

Purtroppo, puntuali a ogni elezione e solo in queste occasioni, si sono presentati in via Padova i “ministri della paura”: Meloni, La Russa, De Corato, che questa città ha amministrato a lungo. I loro contenuti? Slogan razzisti e niente più.

Rigettiamo e ci opponiamo a questa politica opportunistica e speriamo che nulla rimarrà di questa loro “passeggiata”.

Via Padova non è un ghetto né un inferno come vogliono dipingerla. Via Padova è viva ed è un quartiere popolare come tanti altri. È conscia dei suoi problemi e ha le idee piuttosto chiare sul come affrontarli. Via Padova vede molto più lontano di chi viene episodicamente a strumentalizzarla.

Via Padova è di tutti quelli che ci vivono e che le vogliono bene. Via Padova non ha bisogno di strumentali polemiche e ancor più strumentali propagande delle destre. Ha bisogno di dialogo, di riflessione, di studio, di relazioni, cose troppo difficili per gente abituata a parlare per slogan; più facile investire nella paura per ottenere qualche dividendo elettorale.

In via Padova non ci sono “razze”, ma persone che convivono e stanno costruendo faticosamente un pezzo di società multietnica e multiculturale. Nelle scuole di via Padova non ci sono italiani, cinesi, rumeni, peruviani, ucraini, ma bambini e ragazzi che sono tutti il futuro di questo Paese; questa realtà, per quanto elementare, evidentemente è difficile da capire per gente ancora abituata unicamente a urlare slogan.

Noi a via Padova ci siamo oggi e ci saremo domani, prendendoci cura del nostro quartiere.

Qui per l’iniziativa

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